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mercoledì 18 giugno 2025

Luca contro il Deep State (con le tasche piene di Satoshi)



Luca Beltrami scriveva di criptovalute da sei anni. Ma lui, in fondo, odiava le criptovalute. Era un uomo di sinistra. Vero, di quelli veri. Cresciuto tra centri sociali e assemblee interminabili, l’unico wallet che riconosceva era quello della classe operaia. Detestava le cravatte, i fiscalisti, le startup. Parlava ancora di “lotta di classe” mentre l’algoritmo di YouTube gli suggeriva video su Layer 2, staking e CBDC. Eppure, ogni giorno, scriveva articoli su Bitcoin, Ethereum, il futuro dell’economia decentralizzata e, ultimamente, sulle meme coin con il nome di gatti ubriachi. Era diventato una voce autorevole del settore, anche se nessuno sapeva che dietro quei pezzi brillanti, firmati “L. Beltrami”, si nascondeva un anarchico marxista con l’adesivo “Free Assange” sul frigorifero.

Tutto filava liscio, fino al giorno in cui sentì una voce.

Era un pomeriggio come tanti. Luca stava cercando di scrivere un editoriale su un nuovo DEX rivoluzionario quando, all’improvviso, una voce tonante uscì dalle casse del computer. Non Spotify, non un video in background. Una voce viva. «The Fed è il vero nemico, Luca. La tua banca ti odia. E il Deep State controlla la tua caffettiera.» Luca sobbalzò. Fece cadere il bicchiere di Kombucha sul tappetino del mouse. Guardò lo schermo: niente. Tutto normale. Ma poi, in un angolo della finestra di Chrome, comparve un’icona. Una silhouette arancione. Un ciuffo familiare. Era lui. Donald. J. Trump. Ma non un video. No. Una miniatura animata. Trump lo fissava. E parlava. «Luca, amico mio. Tu sei diverso. Tu capisci. Vedo nei tuoi articoli un cuore ribelle. Antisistema. Tu sei uno dei nostri.» Luca spalancò gli occhi. Pensò di essere impazzito. Prese un libro di Žižek e lo lanciò verso lo schermo. Ma la voce continuava. «Scrivi. Continua a scrivere. Il mondo ha bisogno della verità. Bitcoin è libertà. Le CBDC sono comunismo cinese. E tu lo sai.» Da quel giorno, Luca non fu più lo stesso. Continuava a firmare pezzi col suo solito stile, colto e ironico, ma qualcosa stava cambiando. C’erano piccole crepe nel suo lessico. Cominciò a usare espressioni strane, tipo “valuta del popolo libero” o “le élite bancarie tremano”. Citava Marx, certo, ma affiancandolo a... Ron Paul. Un giorno chiuse un pezzo con la frase: “La rivoluzione non sarà trasmessa... ma sarà su-chain.”

I colleghi iniziarono a preoccuparsi. «Tutto bene, Luca? Hai scritto che Gary Gensler è un replicante inviato da BlackRock.» «Lapsus da tastiera. Volevo dire tecnocrate.» Ma non era un lapsus. Nelle notti più cupe, Luca apriva ChatGPT e scriveva prompt come: “Scrivimi un discorso alla Nazione come se Trump fosse Che Guevara.” E poi lo leggeva ad alta voce, nudo, davanti allo specchio. Il culmine arrivò quando ricevette l’invito. Una busta. Fisica. Di carta. Con timbro dorato. Non c’era indirizzo. Solo una scritta: “CONVEGNO SEGRETO SUL FUTURO DEL BITCOIN - Località riservata, dress code: MAGA casual.” Luca, per qualche motivo che neppure lui riusciva a spiegarsi, andò.

Si ritrovò in una villa nel Chianti, circondato da una fauna degna di una distopia cripto-barocca: ex-minatori russi, influencer con la faccia di Vitalik tatuata sul polpaccio, e una donna vestita da NFT con uno sguardo da strega dell’IA. Poi lui entrò. Trump. In carne, ossa e spray autoabbronzante. Parlò per un’ora. Non disse nulla di coerente. Ma ogni frase era come un trip mentale. «Bitcoin è come me. Non ha bisogno di permessi. Non ha bisogno di scuse. È grosso. È dorato. E a volte è esploso.» Il pubblico applaudì. Luca pure. Aveva le lacrime agli occhi. Tornato a Roma, scrisse il suo pezzo definitivo. Un’ode delirante a Bitcoin, Trump, e al collasso dell’ordine mondiale. Titolo: “Dai Soviet alla Solana: come ho imparato a smettere di preoccuparmi e amare l’halving.” Lo pubblicò su Medium, sotto pseudonimo. L’articolo fece il giro di Twitter. Elon Musk lo retwittò scrivendo: “Questo tipo ha capito tutto. 🔥” Luca diventò virale. Gli offrirono una rubrica fissa. Gli chiesero di tenere una conferenza. Persino uno spot in TV per una stablecoin sponsorizzata da un ex pugile. Rifiutò tutto. Voleva solo scrivere. E parlare con Trump. Sì, perché ormai la voce era stabile. Ogni sera, dopo aver chiuso l’editor, Luca sentiva il suo mentore apparire sullo schermo, sospeso tra realtà e codice sorgente. «Hai fatto bene, Luca. Sei parte del piano. Il piano a lungo termine per liberare l'umanità... con le meme coin.» Luca annuì. Bevve un sorso di Mate. E scrisse: “Il futuro è un blocco immutabile. E oggi ho deciso di minare me stesso.”

FINE





domenica 4 luglio 2021

Sacripante rifiuta il contratto indeterminato

 


Prima di iniziare a raccontare la mia storia stabiliamo un punto.

Si usa dire che gli uomini grandi e grossi, dal cipiglio fiero e temibile raramente abbiano anche doti d'intelletto e di acume memorabili. Sarà anche vero, ma vorrei farvi notare una cosa che forse vi sarà sfuggita.  In giro è pieno di nani da giardino scappati di casa, anzi scappati dal giardino, con sentimenti ambigui di rivalsa verso un mondo che non può appartenergli. Quello di uomini come me. Da qui nasce la retorica dell'uomo grande grosso e buono e del fatto che chi invece sia basso abbia dalla sua intelligenza e rapidità di pensiero. Non ho nulla contro i brevilinei, anzi alcuni dei miei amici lo sono e vi dico che ho sempre trovato assai piacevole la loro compagnia. Questo però non significa che noi giganti non si abbia dei sentimenti, delle aspirazioni e delle ambizioni. Ecco perché ho deciso di uscire allo scoperto e raccontarvi la mia storia esplicativa. Sul fatto che oggi si utilizzi il mio nome come aggettivo, per indicare un uomo di forza smisurata, che incute paura, o una persona vanagloriosa devo dirvi che non mi appartiene molto. Personalmente non mi identifico con nessuna di queste caratteristiche, anzi! La colpa ovviamente è di quel manigoldo di un Ariosto, uno che nella vita ha sempre osservato con distacco dall'alto della sua torre d'Avorio ciò che a noi poveracci capitava, incluse le nostre mirabili peripezie. E naturalmente c'era tra di noi, in compagnia, chi aveva un debole per la propria zia, come ad esempio il validissimo e notevolissimo Karl Friedrich Hieronymus von Münchhausen, meglio noto come il Barone di Münchhausen, o semplicemente Barò, per via della sua abilità nel gioco del ramino cavallino, ma questa è un'altra storia, e non ho tempo per raccontarvela adesso.

Mi rivolgo fondamentalmente alle agenzie interinali, a chi si occupa di risorse umane e alla figura lavorativa del Recruiter: ma è mai possibile che nell'anno domini 2021 ci sia ancora gente che giudica il libro esclusivamente dalla copertina? Ebbene sì, io ero in cerca di lavoro, qualche tempo fa, prima di avere la brillante intuizione durante una proficua conversazione con il mio collega Lancillotto, di mettermi in proprio e fondare la mia agenzia di bodyguards. Dicevo: ci sia stata una volta durante un colloquio di lavoro in cui il Recruiter si fosse preso la briga di leggere bene il mio CV e di chiedermi qualcosa sul mio percorso di studi. Eppure ho conseguito una laurea in economia e commercio con il massimo dei voti. La mia tesi verteva infatti sui problemi di politica economica nella tradizione del ciclo carolingio e del ciclo bretone. Una cosa che modestia a parte, venne salutata per acume e intuizione dal mondo accademico dell'epoca. Va bene, è passato un po' di tempo, ma io ho continuato a studiare per conto mio, a tenermi aggiornato, a leggere ogni saggio meritevole sulla spinosa questione dei poeti cortesi e dei giullari, mica liuti di poco conto! 

Suvvia, volete davvero sostenere che non vi sia del pregiudizio e della diffidenza verso una persona di stazza notevole? Per bacco, ne sono la prova vivente e lampante, io! Questo mi ha portato a rifiutare un bel posto come responsabile della sicurezza nel più aristocratico ristorante meneghino, Da Giannino, luogo di ritrovo preferito di calciatori, modelle e politici. Uno stabilimento balneare per la cosiddetta crème de la crème della nuova Milano da bere. Peccato che io sia astemio. Nella vita la cosa più importante è fare squadra, avere un gruppo di persone determinate e pronte a seguirvi, Boiardi che non siete altro!

Jung sosteneva che nella vita nulla è possibile senza amore. Perché solo l'amore predispone a rischiare tutto. Lo so bene io, che sono stato denunciato per stalking da Angelica. Ma questo non mi ha impedito di amarla a modo mio, seppur a distanza. Diciamo che è stato un rapporto principalmente epistolare, peccato non abbia mai scoperto il suo reale indirizzo. Ma lasciamo stare, del resto ha ragione la canzone: tutto l'universo obbedisce all'amore. Bisogna muoversi come ospiti pieni di premure con delicata attenzione per non disturbare ed è in certi sguardi che si vede l'infinito. Come puoi tenere nascosto un amore ed è così che ci trattiene nelle sue catene.

Ora torno a occuparmi delle mie faccende, anche perché l’agenzia di bodyguards Ronald Fast and Furious non si gestisce certo da sola e so bene che non posso troppo fidarmi del mio socio Lancillotto. Quello avrà sicuramente altre gatte da pelare e da scopare, in questo preciso momento. Tocca quindi al vostro amato Sacripante, togliere le castagne dal fuoco. E con questo caldo non è certo cosa di tutti. Diciamo pure che è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare: ovvero il sottoscritto. Ma sapete come sono fatto, non mi lamento. Trattengo il fiato e mi getto a capofitto in questa ennesima avventura. Del resto il mio personaggio è stato concepito per questo. Non sono altro che un diversivo, rispetto al cuore pulsante della Storia. Tutto sommato poteva andarmi peggio. Sarei potuto finire nell’Opera dei pupi siciliani. E lì sì che sarei diventato una marionetta, un Paladino senza possibilità di redenzione. Come dice Bob Dylan, solo una pedina nel loro gioco. Only a pawn in their game.

Peppario


Disegno a matita di Mauro Longo

sabato 3 luglio 2021

Satana riceve l'ordine di sfratto da Dio



“È meglio regnare all'Inferno, che servire Kinder Paradiso.”

Mia madre è sempre stata una persona timorata di Dio. Durante la mia tormentata infanzia non c'era una volta in cui cadendo e sbucciandomi un ginocchio ella non affermasse: - Oh, povero Angelo! Sei caduto? Ti sei fatto molto male? No, Madre, questo non è niente rispetto al dolore e all'angoscia che sento irrompere nelle mie viscere. Sapete, sono sempre stato un discolo, un bimbo pestifero. Perciò se siete qui per sentire una storia di redenzione, di perdono o di ammissione delle proprie mancanze, vi avverto: girate i tacchi e cambiate aria. Qui non c'è posto per il rimpianto. Qui c'è da discutere solo le ragioni per cui ho ricevuto un ordine di sfratto esecutivo. Sappiate che ci sono tante versioni su questa vicenda e quello del piano di sopra ti fa una testa enorme con il discorso di rimettere a noi i nostri debiti. Ma in pratica i suoi scagnozzi sono dei semplici aguzzini senza ritegno. La parte lesa in questa vicenda sono io. Un povero Diavolo come tanti, che non mena il can per l'aia e che tenta faticosamente di sbarcare il lunario, facendo quello che può e troppo spesso ciò che deve. Sapete in questo strano pazzo mondo ci sono troppe cose che vengono dimenticate, omesse o fraintese. Ve ne indico qui di seguito un po', così vediamo di capirci e di sintonizzarci sulla giusta frequenza. Una trasmissione radio per gli inferi, quindi se sentirete più in là dei crepitii o quel tipico suono di uova che friggono, non tentate di sistemare il vostro apparecchio radiofonico. Gli effetti speciali qui sono tutti miei e non vi sto chiedendo un surplus né la sottoscrizione di alcun abbonamento premium. Si usa dire che faccio degli strani patti e che ho un senso della vendetta e della giustizia mefistofelica. In realtà le cose vanno in un altro modo, precisamente vanno all'Inferno! Se siete mai stati nel sud della Calabria, saprete a cosa mi riferisco. Altrimenti ascoltate e fate poco baccano, che qui quello che ha un diavolo per capello sono io, specialmente da quando Cesare Ragazzi mi sta tampinando per un trapianto di bulbi peliferi. È sbagliato confondere la tenerezza con la debolezza. Il silenzio con la distrazione, il garbo con la fragilità. Serve invece uno sguardo e una visione più profonda e vigile per comprendere e notare queste sottili differenze. Sono le distanze che sovente mi separano dal resto della società, dei miei coetanei, colleghi o rivali. Non cerco amici, ma nemmeno sono pronto al confronto agguerrito. Spesso la sola arma che mi resta tra le mani è la diffidenza. Girarmi dall'altro lato, facendo finta di non vedere, di non sentire e in casi più estremi di non capire. Però a volte diventa faticoso evitare uno sguardo, un gesto poco civile, affatto educato. Convivere non è di tutti, ma il mondo non per questo appartiene di più ai violenti che alle persone dotate di gentilezza e sensibilità. Tutt'altro, ve lo posso assicurare. Parola di Satana. 

Ci sono due modi di raccontare una storia. Voi finora avete appresso il metodo più noioso e convenzionale, quello di trombe del giudizio universale e di cori angelici eterei e snervanti, pieni di melassa e di vacuità. Falsi. Io invece come produttore musicale ho sperimentato tutta la gamma di percussioni, zoccoli di cavalli pazzi che corrono sul baratro dell'umanità e chitarre incendiarie senza possibilità di redenzione. Anche la voce l'ho trattata con lo stesso criterio e non per vantarmi ma ho ricevuto ottimi feedback dai migliori produttori che l'umanità abbia mai conosciuto. Ok, non sono un grande appassionati di organi, quelli li lascio volentieri a San Pietro, a Ray Manzarek e a Johann Sebastian Bach. Nella vita, se ci riflettete bene, è importante il sacrificio, la ribellione, l'ambizione e l'orgoglio. Si dice che l'orgoglio preceda la paura. Io non so se è vero, ma posso dirvi che non ho mai amato i soprusi né i politicanti che cercano di coinvolgerti nella loro causa, ma raramente ti danno ascolto quando sei tu a chiedere. O pensate che realmente il Padreterno abbia forgiato questo pazzo strano mondo tutto da solo?

Si è servito di società che fanno subappalto e sono stati utilizzati gli stessi metodi di lavoro che avevano ideato per Saturno Contro, Mercurio, Marte e quella suadente e tenebrosa Venere. Io lo so perché ero presente durante una delle loro inutili e noiose riunioni. La mia società di appalto è stata fatta fuori, per motivi fiscali, dicono loro. Io sapete invece come la penso? Meglio regnare all'Inferno con l'aria condizionata a palla che servire Kinder Paradiso. Che poi a volerla dire tutta, dovete sapere che sono state messe in giro delle voci sul mio conto che non corrispondono a verità. Primo: non è vero che ho una risata satanica. Mi capitò un paio di volte dopo aver bevuto troppo di vedere qualche commediola leggera hollywoodiana e lo ammetto, non resisto all'umorismo di Ben Stiller e Owen Wilson, ora questo fa di me un grande peccatore? Bene, lo accetto senza problemi, ma resta il fatto che San Pietro e tutti quei parrucconi sono andati in giro a raccontare un sacco di fregnacce. Non ho affatto gli zoccoli da caprone. Porto degli stivaletti fatti a mano elegantissimi. Sono loro che si ostinano a non andare da un oculista nonostante le cataratte. Ci sarebbe poi sta storia triste delle corna. Ok, lo ammetto sono sempre stato un fan dei Prodigy e mi faceva impazzire il look di Keith Flint. Ma cavolo, era solo un costume di Halloween. Questo per farvi capire il livello di mistificazione e di macchina del fango che manco i nazisti con gli ebrei avevano saputo concepire. Perciò va bene, ammetto sono un tipo sofisticato ed eccentrico e mi piace la bella vita. Dovrei forse vergognarmene? 

Almeno non sono un ipocrita. Non ho mai detto al prossimo che la vera essenza della vita sta nel sacrificio. Per me sono tutte balle! Sostengo invece che la giovinezza, la bellezza sono il tempo della costruzione, motivazioni per cui è necessario e giusto lottare, competere. Ok, sono una persona competitiva e mi piace anche scommettere sugli eventi sportivi. Specialmente le corse dei cavalli, ma questa è un'altra faccenda. E vi giuro pagherò tutti i debiti, prima o poi. Quannu mi cadanu i sordi da 'a sacchetta, come si usa dire da queste parti. Sono un medio peccatore, ma almeno non sfrutto la retorica per dire che non si arriva da nessuna parte senza sacrificio. Voglio dire chi lo sostiene è anche un grande nepotista e familista. Fatevi due conti, perciò. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà. Io non ho inseguito il successo, ho seguito la vita, cercando di capire dove mi trovavo e perché. Alle volte mi sembrava di viaggiare a bordo di un treno diretto verso la Gloria Eterna. Eppure io non ero qui, mi spostavo come una nuvola nel cielo, in una calda infernale mattina di luglio, dove la speranza era alta e il sole scaldava la fronte di chi come il sottoscritto, aveva ancora piena fiducia nei propri mezzi. Questo mondo era la mia speranza, il futuro un biglietto di sola andata per l'inferno da vidimare. Parola di un povero Diavolo sotto sfratto esecutivo come tanti.

Peppario

mercoledì 23 febbraio 2011

Gheddafi Libia vs Berlusconi Italia

M4

- L'esercito libanese ha UCCISO più di mille manifestanti

- Che ti aspettavi da Gheddafi?

- La Storia ce lo insegna. Un dittatore corrotto e pieno di soldi tende a sterminare chiunque gli sia contro.

- Berlusconi non avrebbe bisogno di bombardare.

Gli basterebbe ingaggiare un sicario per uccidere tutti i magistrati comunisti.

- Peccato che li sia inventati.

- Se Mussolini avesse saputo del petrolio in Libia, col cazzo che perdevamo la guerra!

M4