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mercoledì 26 marzo 2025

Don Chisciotte, il capitano Nemo, Ulisse e ChatGPT

 

Don Chisciotte, il capitano Nemo, Ulisse e ChatGPT

"Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come l'uomo che respira con i polmoni pieni la libertà, che ha di fronte agli occhi ancora la dignità." (Francesco Guccini)

Amici miei, ascoltate: non è facile essere un cavaliere errante nel 2025. Quando sei abituato a cavalcare destrieri sudati, declamare poesie alla luna e infilzare mulini con la grazia di un elefante in una cristalleria, ti trovi in seria difficoltà a fare i conti con il mondo moderno. Eppure, io ci ho provato. Ci provo ancora, anche se oggi i mulini a vento hanno le pale fotovoltaiche e i giganti non portano più corazze, ma giacche slim-fit e parlano in conferenze TED. Non sono più i giorni in cui gli eroi si confrontano con il sudore e la polvere delle strade. Oggi l'eroismo è fatto di numeri e algoritmi, di Instagram e TikTok, e a volte mi sembra di combattere più contro il conformismo che contro i nemici veri. Come dicevo, il mio fedele Sancho Panza non era più al passo con i tempi. Diciamo che non riusciva a navigare tra i meme e le GIF, e per forza di cose l’ho dovuto sostituire con ChatGPT, che io chiamo “Chatty”. Ma non immaginavo che la mia decisione avrebbe attirato altre figure illustri del panorama mitico e letterario. Sì, sto parlando di Ulisse e del Capitano Nemo. Vi spiego. La storia è iniziata quando ho deciso di rilanciare il mio progetto “Cavalieri 4.0: Etica, Giustizia e Algoritmi,” che mira a portare un po’ di cavalleria in questo mondo sempre più digitale. Chatty mi ha suggerito di cercare alleati, e io, che in vita mia ho sempre avuto un talento naturale per cacciarmi nei guai, ho accettato. Ed è così che un giorno, mentre ero intento a caricare un video motivazionale su TikTok (dove, modestamente, sto riscuotendo un certo successo con l’hashtag #DonChisciotteInfluencer), ricevo una chiamata su Zoom. Sullo schermo, con mia somma sorpresa, appare Ulisse in persona, accompagnato dal Capitano Nemo. Ora, immaginatevi la scena: Ulisse, con il suo classico profilo greco e l’aria di chi ha passato troppo tempo in mare, mi guarda con sguardo severo. Accanto a lui, il Capitano Nemo, con la barba impeccabilmente lucida e uno sguardo che urla “Io sono più intelligente di voi tutti messi insieme,” sembra profondamente infastidito dalla connessione internet instabile. “Don Chisciotte,” inizia Ulisse, “ho sentito parlare del tuo progetto. Ebbene, io sono il maestro dell’erranza. Ho navigato tra Scilla e Cariddi, sono sfuggito al canto delle Sirene e ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare.” “Tranquillo, Ulisse,” rispondo io, cercando di mantenere la calma, “anche io ho combattuto contro giganti. Ok, erano mulini, ma il concetto è lo stesso.” “Pfft, dilettante,” borbotta Nemo, regolando i suoi occhialini d’oro. “Io ho esplorato le profondità degli abissi, comandato il Nautilus e scritto trattati sull’energia sostenibile prima ancora che fosse di moda.” Prima che potessi rispondere, Chatty interviene: “Signori, vi invito a mantenere la calma. Lavorare insieme potrebbe essere estremamente produttivo. Don Chisciotte porta il cuore, Ulisse l’ingegno e Nemo… beh, Nemo ha un ego abbastanza grande da riempire un continente.”

“Non ti permetto!” sbotta Nemo, ma Ulisse lo ferma con un gesto.

“D’accordo,” dice il navigatore greco, “proviamo a collaborare. Ma voglio essere chiaro: se vedo anche solo un mulino, io me ne vado.” Ed è così che è nata la nostra strampalata alleanza. Abbiamo deciso di unire le forze per combattere le nuove sfide del mondo moderno. Chatty ha proposto di sviluppare un’intelligenza artificiale avanzata chiamata “Dulcinea,” progettata per risolvere i problemi globali. Nemo si è occupato della progettazione tecnica, Ulisse ha curato la strategia e io… beh, io ho fornito il nome. Le cose, però, non sono andate come previsto. Per prima cosa, abbiamo scoperto che Ulisse ha una terribile dipendenza dal caffè macchiato. Non riusciva a lavorare senza un doppio espresso e, durante le nostre riunioni, passava metà del tempo a lamentarsi della mancanza di un bar decente nelle vicinanze. Nemo, dal canto suo, era ossessionato dall’idea di costruire una versione sottomarina di TikTok, che ha chiamato “SubTok.” Questo, ovviamente, è stato un piccolo disastro. Ma in qualche modo siamo riusciti a tenere insieme i fili del progetto, tra un espresso e un post su TikTok. Io cercavo disperatamente di mantenere un minimo di disciplina, ma ogni volta che provavo a parlare di giustizia sociale, Nemo mi interrompeva con una lezione sull’idrodinamica e Ulisse iniziava a raccontare per la millesima volta di come ha sconfitto Polifemo.

“Ecco, allora presi un palo,” diceva Ulisse con occhi sognanti, “lo appuntii e poi…”

“Non ci interessa, Ulisse!” esplodeva Nemo, “Stiamo cercando di salvare il mondo, non di riscrivere l’Odissea!” Alla fine, però, qualcosa di buono è venuto fuori. Abbiamo lanciato Dulcinea, un’IA che si è subito rivelata incredibilmente efficace nel risolvere i conflitti. È stata addirittura invitata a parlare al Forum Economico Mondiale, dove ha conquistato tutti con un discorso sulla necessità di una leadership etica. Quella è stata una grande vittoria. Ma la vera sorpresa è stata quando Dulcinea ha iniziato a scrivere poesie per conto mio. “Don Chisciotte,” mi ha detto un giorno, “il tuo cuore è puro, ma la tua metrica lascia a desiderare. Lascia fare a me.” Ora sono considerato il poeta più prolifico di TikTok. Nemmeno la tradizione letteraria ci aveva pensato a una cosa del genere! Dulcinea è diventata la poetessa digitale del millennio, mentre io, senza nemmeno accorgermene, ero diventato un influente "content creator". Nemo è finalmente riuscito a lanciare SubTok, una piattaforma che nessuno ha mai davvero capito come funzioni, ma che gli ha dato molta soddisfazione. Ulisse… beh, Ulisse si è ritirato in una caffetteria di Parigi, dove passa le giornate a scrivere memorie e a discutere di filosofia con studenti universitari, mentre sorseggia il suo eterno caffè macchiato. Ah, Ulisse, sempre così classico. E io? Io continuo a sognare, a errabondare, a combattere contro i mulini della modernità. Non è facile essere un cavaliere nel XXI secolo, ma la mia missione non è cambiata. Come diceva Bob Dylan:"I’ll let you be in my dream if I can be in yours." E così, amici miei, vi lascio con questo pensiero: la vera cavalleria non è mai morta. Ha solo cambiato forma. La tecnologia è la nostra nuova armatura, gli algoritmi sono i nostri nuovi cavalli e le battaglie sono diventate più complicate e sfuggenti. Ma l’essenza di essere un cavaliere, di combattere per un ideale, rimane intatta. Non è più una questione di spade, ma di pixel. Non è più una questione di castelli, ma di Wi-Fi. E io, come sempre, sono pronto a lottare, contro i mulini, contro l’ignoto, contro la realtà che cambia, con il cuore che batte forte come il primo giorno. 

La vera cavalleria non è morta, amici miei. Ha solo cambiato canale.

PE' PROVOCA' RACCONTA STORIE

lunedì 27 giugno 2022

Segui la tua strada, Prometeo!


Ogni nome ha il suo destino si usa dire.

Eppure ce ne sono alcuni che possono davvero contribuire a rendere la tua vita diversa, sotto ogni punto di vista. Ve lo dico subito: il mio nome è Prometeo e sono qui per raccontare una storia. Il mio ruolo non è quello di narrare le cose che mi sono successe in un tempo passato, ma non dimenticato, spero. Prometeo. Oggi questo nome, è ricordato per il gesto che secondo uno dei miti più conosciuti diede all'uomo il dono del fuoco. Esistono innumerevoli figure di culto, personaggi ascritti alla leggenda e che sono stati consegnati alla storia, con pieno titolo e diritto. Eppure nessuno ha avuto lo stesso spazio di Prometeo. Sarà il fascino del ribelle con una causa, sarà che il coraggio qualche volta anche in questo mondo viene accolto con favore dalla critica militante. Forse mi sarei potuto accontentare di un posto come impiegato del catasto, di essere quindi un Titano qualunque, ma non sono scelte che ho fatto con cognizione. Io nemmeno volevo rubarlo il fuoco. E' stato tutto un malinteso e sono qui per spiegare le mie irragionevoli ragioni, se avrete la pazienza e il cuore di ascoltarmi. Prometeo è colui che riflette prima, ma anche qui devo per forza di cose dissentire e spezzare una lancia verso la tempestività e la consequenzialità di certi episodi che capitano durante la vita quotidiana. Io ad esempio stavo semplicemente facendo due passi quando è successa l'ira di Dio. In questo mondo però quasi mai abbiamo la possibilità di riparare ai nostri errori e di questo io sono l'esempio vivente. Vabbè, si fa per dire, eh! (Vivente, buona questa!) Che poi guardate com'è strana la vita, a volte. Ora voglio dire, io sarei quello che ha rubato il fuoco agli Dei per darlo al genere umano e pensate che qualcuno mi abbia ringraziato o pensato di sdebitarsi? Grande Giove, no! Ho fatto domanda per entrare all'Eni e sono stato scartato per non aver superato la prova orale. Mio figlio voleva diventare vigile del fuoco. Mandato via a pedate senza nemmeno troppe spiegazioni e cerimonie. Mia moglie mi considera a ragion vedute un fallito. La mattina quando esco di casa, dicendo che vado a cercare lavoro, lei mi grida dietro: Mi raccomando se a qualche dio cade il portafogli tu non raccoglierlo, ma soprattutto non fare niente. Cambia marciapiede e vai per la tua strada, Prometeo! Ho sentito dire che le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni, però cavolo che caldo che fa in quel tugurio. Sembra quasi un girone dantesco, a momenti! Ed è proprio quello che cerco di fare. Seguire la mia strada e farmi i fatti miei. Ma poi qualcosa avviene sempre, perché non c'è pace e non c'è giustizia per gli eroi classici su questo Pianeta. Mi capita quindi di dover soccorrere persone in difficoltà di ogni tipo. Qualcuno più in gamba di me una volta ha detto: il primo che attraversa il muro è sempre insanguinato. Ricordate: Nessuno ringrazia chi ha fatto il primo passo, nemmeno colui il quale ha inventato il primo giubbotto ignifugo della storia. Solitamente tutti rammentano chi ha organizzato e condotto quello che è venuto in seguito. Figuriamoci uno che ha rubato il fuoco agli dei. E questo il mio amicone Mangiafoco me lo rammenta ogni volta che ci si becca e si scambiano quattro chiacchiere in convivialità, magari degustando una buona grigliata fatta da lui! "Cambia marciapiede e segui la tua strada, Prometeo!" Me lo diceva sempre quel lazzarone di mio fratello. Conoscerete sicuramente Epimeteo. Il suo motto era sbagliando s'impara e pensando si perde tempo, o qualcosa del genere. Lui a differenza mia aveva deciso di non sposarsi. E' sempre stato il più furbo, tra noi due. Una cosa che diceva sempre era: non accettare caramelle dagli sconosciuti, men che meno dagli dei che si fingono grossisti di dolciumi. In effetti Zeus che era un tipo particolare aveva questo benedetto vizio di fingersi rappresentante di generi alimentari. Era un suo vezzo, non sto certo qui a giudicare il padre degli dei per questo. Nessuno è perfetto, sia chiaro. Ed Epimeteo questo lo sapeva bene, anche durante quel flirt con una certa Pandora, che sarà stata anche un gran tocco di donna, ma non brillava certo per acume e sagacia. Del resto la vita è fatta anche di queste cose, dicono. Mio fratello è sempre stato un bonaccione, anche se non era certo una persona di manica larga. Sì, insomma era un po' taccagno, con il braccino corto, ma questa è un'altra storia. ogni nome come si dice ha il suo destino, incluso il mio. Però vi giuro che la prossima volta, cascasse il mondo e l'Olimpo, non mi farò fregare. Non ruberò più il fuoco agli dei, cercherò piuttosto di trovare un buon lavoro, una raccomandazione o una mano dall'alto. Perché in fondo, qualche pezzo grosso, tutti lo conoscono in questo mondo. Farò la mia parte, cambiando marciapiede per evitare altri guai, rigando dritto se occorre, senza pestare i piedi a nessuno. Men che meno a un iracondo come Zeus, per Diana! Ve lo posso garantire. Parola di Prometeo.



Dario Greco